Apple durerà ancora 100 anni: Queste le parole di The Economist
swolloso giu 14, 2011

Per celebrare il centenario di IBM, la rivista leader finanziaria del mondo, The Economist, ha dato un’occhiata su quale potrebbe essere il futuro per le aziende high-tech. Apple sopravviverà, ma Microsoft non ce la farà; Google potrebbe riuscirci.
Le grandi imprese hanno bisogno di idee semplici e potenti per durare a lungo, dice The Economist. IBM, ad esempio, è durata 100 anni, spostandosi dalla vendita di particolari tecnologie ai servizi di vendita. Questo ha permesso all’azienda di sopravvivere agli enormi cambiamenti tecnologici, dalle schede perforate ai mainframe e PC.
Allo stesso modo, Apple è organizzata attorno a un’idea semplice e di lunga durata: prendere l’ultimo pacchetto di alta tecnologia e offrirlo ai consumatori.
Come IBM, che ha avuto un’esperienza di pre-morte nel 1990, ed è pericolosamente legata alle vicissitudini del suo fondatore. Tuttavia può contare su una grandissima organizzazione: prendere l’ultima tecnologia e consegnarla al mercato con un elegante e semplice prodotto, e venderlo a un prezzo premium. Apple ha seguito questa strategia per i computer, i lettori musicali, gli smartphone, i tablet e adesso sta facendo lo stesso per il cloud computing. Ogni volta ha utilizzato una tecnologia esistente per produrre una versione semplificata in grado di poter essere utilizzata da chiunque. Questo approccio può essere utilizzato per qualsiasi tipo di tecnologia.

Microsoft d’altro canto, ha solo una buona idea: Windows. E Windows non sembra adatto per i prossimi dispositivi. The Economist pensa che anche Dell e Cisco a lungo termine caleranno sempre più.
Google è costruito su una buona idea: organizzare le informazioni a livello mondiale, ma è anche fortemente dipendente da AdSense.
Facebook e Amazon possono sembrare buone scommesse per il futuro, dice The Economist: avendo semplificato l’acquisto di prodotti e la condivisione di informazioni con gli amici. Entrambi sembrano le idee di lunga durata che trascendono dalle piattaforme o dispositivi.
Voi cosa ne pensate?
swolloso giu 14, 2011

Per celebrare il centenario di IBM, la rivista leader finanziaria del mondo, The Economist, ha dato un’occhiata su quale potrebbe essere il futuro per le aziende high-tech. Apple sopravviverà, ma Microsoft non ce la farà; Google potrebbe riuscirci.
Le grandi imprese hanno bisogno di idee semplici e potenti per durare a lungo, dice The Economist. IBM, ad esempio, è durata 100 anni, spostandosi dalla vendita di particolari tecnologie ai servizi di vendita. Questo ha permesso all’azienda di sopravvivere agli enormi cambiamenti tecnologici, dalle schede perforate ai mainframe e PC.
Allo stesso modo, Apple è organizzata attorno a un’idea semplice e di lunga durata: prendere l’ultimo pacchetto di alta tecnologia e offrirlo ai consumatori.
Come IBM, che ha avuto un’esperienza di pre-morte nel 1990, ed è pericolosamente legata alle vicissitudini del suo fondatore. Tuttavia può contare su una grandissima organizzazione: prendere l’ultima tecnologia e consegnarla al mercato con un elegante e semplice prodotto, e venderlo a un prezzo premium. Apple ha seguito questa strategia per i computer, i lettori musicali, gli smartphone, i tablet e adesso sta facendo lo stesso per il cloud computing. Ogni volta ha utilizzato una tecnologia esistente per produrre una versione semplificata in grado di poter essere utilizzata da chiunque. Questo approccio può essere utilizzato per qualsiasi tipo di tecnologia.

Microsoft d’altro canto, ha solo una buona idea: Windows. E Windows non sembra adatto per i prossimi dispositivi. The Economist pensa che anche Dell e Cisco a lungo termine caleranno sempre più.
Google è costruito su una buona idea: organizzare le informazioni a livello mondiale, ma è anche fortemente dipendente da AdSense.
Facebook e Amazon possono sembrare buone scommesse per il futuro, dice The Economist: avendo semplificato l’acquisto di prodotti e la condivisione di informazioni con gli amici. Entrambi sembrano le idee di lunga durata che trascendono dalle piattaforme o dispositivi.
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